CIMA DA CONEGLIANO E L'EMILIA - Mostra

Mostra - da giovedì 23 Ottobre 2014 a domenica 18 Gennaio 2015  - Piazzale della Pilotta Parma
Inaugura giovedì 23 ottobre alle 18.30 nella sale della Galleria Nazionale di Parma,  in Palazzo Pilotta la mostra  Cima da Conegliano e l’Emilia, a cura di Mariella Utili, Soprintendente e Lorenzo Sbaraglio, storico dell’arte della Soprintendenza per i beni storici e artistici di Parma.
Il progetto nasce da lontano, nel clima di collaborazione e di scambi reciproci che legano la Galleria Nazionale di Parma alle più prestigiose istituzioni museali internazionali si è reso possibile il prestito della Madonna dell’arancio di Cima da Conegliano, abitualmente esposta nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Quest’opera, uno dei capolavori del Rinascimento veneto, testimonia ai più alti livelli il lavoro di un pittore che eseguì numerosi dipinti per l’Emilia tra la fine del Quattrocento e inizi del Cinquecento, e in particolare per Parma.
La Galleria Nazionale custodisce, infatti, quattro sue importanti tavole: due pale d’altare provenienti dalla Cattedrale e dalla chiesa dell’Annunziata parmigiane, e due frammenti che un tempo ornavano un cassone, forse eseguito per una famiglia locale.
La presenza eccezionale della Madonna dell’arancio e delle altre opere emiliane dell’artista, riunite in  nelle sale della Galleria Nazionale di Parma fino al 18 gennaio 2015, offre l’occasione per mettere in luce una congiuntura speciale nel contesto artistico padano, a cavallo fra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, momento cruciale per lo sviluppo di lì a poco della stagione più felice della pittura parmense che vede in Correggio e Parmigianino i suoi protagonisti.
Gli artisti veneti influenzarono, infatti,  in maniera consistente la formazione e il linguaggio di diversi pittori attivi a Parma in questo periodo, in primis di Cristoforo Caselli, che soggiornò a lungo a Venezia alla fine del XV secolo, di cui saranno esposti alcuni dipinti appena restaurati.
La presenza di ‘ospiti’ d’eccezione richiama, inoltre, un’attenzione rinnovata anche sulla ricchezza delle collezioni permanenti della Galleria parmense, in linea con il lavoro quotidiano della Soprintendenza in questi ultimi anni, teso a incentivare e rendere sempre più vivo e stimolante il rapporto tra città e museo.
L’occasione ha inoltre sollecitato interventi conservativi su alcune opere del territorio legate a questa congiuntura veneto/padana, ancora da indagare e approfondire meglio nelle diverse declinazioni e personalità coinvolte; ed è proprio nel territorio -in Duomo, in San Giovanni, come nelle sale del Palazzo Bossi Bocchi di Parma che custodiscono la raccolta della Fondazione Cariparma o nel Museo della Collegiata di Castell’Arquato- che si invitano i visitatori a riscoprire le testimonianze più rilevanti di questa stagione ancora presenti in area emiliana.


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